Colpa delle stelle si sposta da una pagina all'altra, perdendo un po' della sua magia

DiAA. Dowd 6/05/14 12:00 PM Commenti (420) Recensioni B

La colpa delle nostre stelle

la direttrice

Josh Boone

Tempo di esecuzione

125 minuti



Valutazione

PG-13

Lancio

Shailene Woodley, Ansel Elgort, Nat Wolff

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La colpa delle nostre stelle è un piagnucolone adolescente scattante e risonante, benedetto da scintille di arguzia e sostenuto dai talenti di un cast carismatico. Ma per i fan del suo celebre materiale originale, sarà abbastanza?Il bestseller per giovani adulti di John Green, sulla storia d'amore incerta ma estatica che si sviluppa tra una coppia di saggi malati di cancro oltre i loro anni, ha conquistato devoti di tutte le età nei due anni in cui è andato a ruba. Il libro contiene intuizioni - sulla convivenza con l'avvicinarsi della morte, sul funzionamento interno di una mente acuta adolescenziale - che non sono facilmente estratte dalla sua prosa eloquente. Le sfumature narrative sono ridotte, la loro perdita un male necessario del processo di traduzione, mentre le canzoni pop si affaticano per il sentimento che Green evoca con le sole parole. Queste sono le insidie ​​dell'adattamento: troppo spesso qualcosa di distintivo diventa qualcosa di comune durante il passaggio dalla pagina allo schermo.



Ma Colpa il bagliore è stato solo attenuato, non spento. Gli autori del film, Scott Neustadter e Michael H. Weber, non sono estranei al campo del cervellone YA, avendo guadagnato le loro credenziali convertendo quello di Tim Tharp Lo spettacolare adesso in unfilm relativamente accattivante. Proprio come ha fatto lì, Shailene Woodley gestisce abilmente il dovere di eroina, ma è entrata in un ruolo molto più ricco. La starlet interpreta Hazel Grace, un'adolescente malata terminale che ha temporaneamente allontanato il cancro che le ha rovinato i polmoni. Vive di tempo in prestito, trascinandosi sempre dietro una bombola di ossigeno e cercando di ridurre al minimo la disperazione emotiva dei suoi genitori (Sam Trammell e Laura Dern). In uno dei suoi tormentosi incontri settimanali del gruppo di supporto, Hazel incrocia gli occhi con Augustus Waters (Ansel Elgort), un sopravvissuto forte e presuntuoso ora in remissione, che ha perso una gamba, ma non il suo senso dell'umorismo, a causa della malattia. L'attrazione è istantanea e reciproca, ma Hazel resiste, soprattutto per paura di distruggere emotivamente il suo forte corteggiatore quando il cancro tornerà a reclamarla.

Deviando solo occasionalmente dal testo di Green, Colpa gestisce la sua triste realtà con onestà e umorismo, offrendo una storia d'amore commovente tra due giovani costretti a confrontarsi con la loro mortalità in un'età ingiustamente precoce. Augustus rimane più un sogno che un umano, l'adolescente più articolato e gentiluomo che non sia mai esistito. Ma Elgort infonde autenticità al personaggio e il film giustifica la sua esistenza mettendo in bocca agli attori le battute taglienti di Green; il suo dialogo stilizzato suona in realtà più naturale, più credibilmente adolescenziale, se pronunciato ad alta voce. Meno riuscito è il tentativo di trasformare la narrazione in prima persona del romanzo in frammenti di voce fuori campo, sostituendo la finestra costante nel processo di pensiero di Hazel con alcune facili pepite di saggezza citabile. E il film paga solo a parole la sottotrama metatestuale di Green che coinvolge un libro all'interno di un libro, il suo autore solitario (Willem Dafoe, eccellente in un ruolo motivazionale difficile) e il destino dei suoi personaggi immaginari. Quell'elemento, a dire il vero, sarebbe stato difficile da tradurre.